RovigoBanca incontra la Scuola

La Scuola dell'Infanzia

Il valore educativo delle fiabe.

 

 

 

 

Gli italiani sono molto legati al concetto di risparmio, ma in Europa sono ultimi per quanto riguarda l’educazione finanziaria. Non è una novità, anche perché l’alfabetizzazione finanziaria non riesce a trovare la sua giusta collocazione all’interno dei percorsi scolastici.

 

Convinta della necessità di offrire alle giovani generazioni, partendo dai bimbi che frequentano la Scuola di Infanzia, opportunità e strumenti per comprendere il valore del denaro e la sua corretta gestione, RovigoBanca si è attivata al fine di presenziare a incontri nei diversi plessi scolastici e per ospitare gruppi in visita alle proprie filiali.

 

Trattandosi di bambini molto piccoli, è certo che approcci più giocosi favoriranno l’acquisizione dei temi chiave utili per avviare un percorso di educazione economica e finanziaria:

  • lavorare per guadagnare;
  • acquistare beni e servizi;
  • risparmiare;
  • donare ed essere solidali.

Tali concetti sono stati selezionati all’interno delle linee guida proposte dal CEE (Council for Economic Edution).

 

Ma quale metodologia utilizzare per appassionare bambine e bambini a tali tematiche e far sì che comprendano e facciano propri concetti così apparentemente complessi?

È noto come attraverso il linguaggio simbolico e analogico delle fiabe sia possibile semplificare e rendere comprensibili concetti alquanto complessi. Ed ecco che l’obiettivo di parlare di economia ai bambini diventa certamente più raggiungibile.

 

Ad esempio, molti adulti sono cresciuti con la favola “La cicala e la formica” scritta da Esopo e arrivata a noi grazie a Jean de La Fontaine. A qualcuno la versione originale della favola, quella in cui la formica chiude la porta e la cicala muore, genera un senso di giustizia, in altri tristezza.

 

Tuttavia, le favole sono belle perché è possibile anche modificarle a proprio piacimento. Chi non si è mai preso una licenza “poetica” raccontando una storia ai propri piccini? Ebbene, possiamo proporre ai bambini di inventare, insieme, un nuovo finale alternativo alla celebre favola, oppure scegliere un’altra storia capace di trasmettere gli stessi contenuti.

 

La narrazione fiabesca si avvicina e si conforma pienamente al modo in cui i bambini pensano e al loro modo di percepire il mondo. Non possiamo non condividere il pensiero di Italo Calvino quando diceva: «Le fiabe sono vere perché prese tutte insieme, nelle loro sempre ripetuta e sempre varia casistica di vicende umane, sono una spiegazione generale della vita»*.

 

*(Calvino, I. (1993), Fiabe italiane, Mondadori, Milano)