Territorio

La DNF del Gruppo Cassa Centrale Banca

La Dichiarazione consolidata di carattere Non Finanziario
del Gruppo Cassa Centrale Banca

 

Cassa Centrale Banca nacque nel 1974 come Cassa Centrale delle Casse Rurali Trentine, offrendo servizi e prodotti di banca di secondo livello in una dimensione diventata gradualmente nazionale. Ha sempre operato come partner di riferimento nel Credito Cooperativo condividendone valori, cultura, strategie.

L’offerta di Cassa Centrale si è sempre caratterizzata per l’affidabilità e l’innovazione dei prodotti e dei servizi, e per la consulenza altamente specializzata, basata sulla cultura dell’ascolto e del confronto con le banche clienti.

La nuova articolazione a Gruppo Bancario Cooperativo, conseguenza della Riforma che ha interessato la nostra categoria fin dal 2015, ha l’obiettivo di coniugare il valore e l’autonomia di un sistema di cooperative di credito, espressione dei diversi territori, con il coordinamento e l’attività della Capogruppo, che ne favorisce la redditività, l’efficienza, la crescita e la stabilità.

Attraverso questo percorso, il Credito Cooperativo potrà continuare a rappresentare un valore prezioso per il Paese, confermandosi motore di sviluppo dei territori e interpretando autenticamente il principio di democrazia economica nelle Comunità. Un tessuto, un’architettura e un patrimonio irrinunciabile per l’Italia.

Le radici culturali del Gruppo Cassa Centrale trovano fondamento nel ruolo storico delle cooperative di credito, fondate per sostenere lo sviluppo dell’economia e del territorio, coniugando le logiche d’impresa con l’agire socialmente responsabile. Tale attenzione sposa pienamente i temi dello sviluppo sostenibile che sono oggi al centro di iniziative promosse dal legislatore oltre che di confronti e approfondimenti ormai quotidiani, chiamando ogni cittadino, operatore economico e istituzione a fare la propria parte.

Questa attenzione ha portato all’introduzione di nuovi obblighi di trasparenza in materia di informazioni non finanziarie e sulla diversità da parte delle imprese, con l’emanazione della Direttiva 2014/95/UE, recepita in Italia con il D. Lgs. 254/2016 che prevede l’obbligo, per gli Enti di Interesse Pubblico che rispondono a specifici parametri dimensionali di redigere un documento informativo specifico: la Dichiarazione Non Finanziaria.

Tali obblighi hanno posto le basi per un percorso virtuoso di trasparenza e responsabilità delle imprese in materia socio-ambientale, guidando il settore privato nel raggiungimento dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e dei relativi Sustainable Development Goals (SDGs) emanati dalle Nazioni Unite, nonché degli obiettivi fissati dall'Accordo di Parigi (COP 21) per la lotta al cambiamento climatico.

Con riferimento al 31 dicembre 2018, il Gruppo Cassa Centrale Banca ha predisposto la sua prima Dichiarazione Consolidata di Carattere Non Finanziario, con riferimento ai dati e alle informazioni relativi all’esercizio 2018, secondo le linee guida “Sustainability Reporting Guidelines” versione GRI-Standards, nella consapevolezza che la citata normativa non rappresenta solamente un obbligo imposto dal legislatore, ma anche un’opportunità di sviluppo di modelli di business responsabili orientati alla creazione di valore condiviso.

La Dichiarazione – reperibile consultando il sito della Capogruppo – illustra le performance non finanziarie realizzate dal Gruppo nel corso dell’esercizio conclusosi al 31 dicembre 2018, e nel contempo rappresenta un importante momento narrativo delle numerose tappe del percorso che nel corso del 2019 si concluderà con l’ampliamento del perimetro a tutte le banche del Gruppo.

Una importante tappa delle attività del 2019 è rappresentata dall’adozione, in capo alle banche, di politiche specifiche in materia di sostenibilità. In particolare, sono in corso di assunzione da parte delle banche del Gruppo le politiche in tema di ambiente, anticorruzione, diversità, rispetto dei diritti umani: non una formalità o un semplice adempimento normativo, ma un modo di fare propri anche attraverso l’auto-regolamentazione, una serie di principi e di valori che sono già presenti nel DNA della cooperazione di credito.

Portando con sé il bagaglio di esperienze maturate nelle cooperative di credito, che fin dalla loro costituzione si sono contraddistinte per essere un esempio di democrazia economica sostenibile, il Gruppo indirizzerà i propri sforzi alla crescita del benessere della Comunità, valorizzando le informazioni di prossimità che solo le realtà autenticamente locali possiedono.

Ecco quindi che due prescrizioni normative – la riforma del Credito Cooperativo e l’obbligo di redazione della Dichiarazione Non Finanziaria – rappresentano non solo un obbligo a cui adempiere, ma un’occasione per consolidare e dare nuovo impulso alle caratteristiche identitarie che distinguono il Credito Cooperativo, adeguandone il ruolo a un contesto in continua evoluzione, mantenendo al contempo saldi i principi e i valori che da sempre ci appartengono.