LA NOSTRA STORIA


 

LEONE WOLLEMBORG

GIACOMO SICHIROLLO

DON ASER PORTA

Nel 1883 a Loreggia (Padova), sulla scorta delle Casse Rurali istituite in Germania a partire dal 1849 dal filantropo tedesco Federico Guglielmo Raiffesen, nacque la prima delle Casse Rurali italiane (ora Banche di Credito Cooperativo) ad opera di Leone Wollemborg. Sempre in Veneto, dopo l'emanazione nel 1891 dell'enciclica "Rerum Novarum" da parte di Leone XIII, che invitava i cattolici a dare vita a forme di solidarietà tese a favorire lo sviluppo dei ceti rurali e del proletariato urbano, sorsero le prime Casse Rurali di ispirazione cattolica (e il primo ad avviarle fu don Luigi Cerutti, dando vita alla Cassa di Gambarare di Mira, Venezia).

Come è noto, le Casse Rurali nacquero per scardinare il sistema dell’usura che opprimeva le fasce più deboli della popolazione ed ebbero il merito di consentire l’accesso al credito specialmente agli agricoltori ed agli artigiani con tassi contenuti, al fine di superare particolari situazioni di difficoltà e di favorire così lo sviluppo nel territorio di competenza.

Ben presto questa interessante esperienza approdò anche in provincia di Rovigo, diffondendosi in tutto il Polesine. La prima Cassa Rurale della Diocesi di Adria venne fondata il 26 giugno 1893 a Molinella per volontà di don Giuseppe Miorelli, parroco della piccola frazioncina di Lendinara. Il 18 aprile del 1894 venne inaugurata la C.R.A. di Santa Sofia di Lendinara e qualche mese dopo toccò a quella di Villanova del Ghebbo. Risalirebbe al 6 aprile 1895 l’istituzione della C.R.A. di Rasa e, sempre nello stesso anno, prese il via anche quella di Villafora. Nel giro di pochi mesi, in tutto il Polesine fu un fiorire di Casse Rurali plasmatesi all’ombra dei campanili.

La città di Rovigo, cuore operativo e sede centrale del nostro Istituto, rivestì fin da subito un ruolo di preminenza nell’ambito del credito cooperativo. Il 13 dicembre 1894 sorse la C.R.A. di “S. Stefano” (Duomo), mentre quella di “San Francesco e Santa Giustina” seguì il 9 marzo 1895. Poco dopo nelle frazioni del comune rodigino furono avviate le casse di Borsea (22 settembre 1895), Concadirame (16 giugno 1895) e, per iniziativa di don Aser Porta, la C.R.A. di Sant’Apollinare (5 gennaio 1896).

A Rovigo, naturalmente, si concentrarono gli sforzi maggiori dei vertici cattolici del Polesine, da mons. Giacomo Sichirollo a mons. Ettore Bonincontro, a Lorenzo Lorenzoni, allo stampatore Giovanni Battista Buffetti, a Battista Soffiantini, a Carlo Belloni, Umberto Merlin, i quali in quegli stessi anni avviarono la “Banca Cattolica del Polesine” e il periodico “La Settimana”. La stessa “Federazione Diocesana delle Casse Rurali Polesane”, fondata a Lendinara nel maggio 1895, fu spostata l’anno dopo a Rovigo, sotto la presidenza di mons. Giacomo Sichirollo.

Il 16 maggio 1901 venne collocata sulla facciata del Duomo rodigino una statua dedicata a Cristo Redentore. A promuoverla, “in segno di speranza per il XX secolo”, fu il Comitato diocesano di Adria, la Federazione delle quarantacinque Casse Rurali del Polesine ed altre associazioni cattoliche.

Il numero delle casse polesane toccò la cifra massima di 55 nel 1908, poi andò decrescendo. La bufera del fascismo spazzò via non pochi istituti. L'avvento della democrazia e della libertà ne ritrovò all'appello un numero più contenuto, con la tendenza al decremento numerico e al potenziamento di quelle che sopravvivevano. Erano 23 a fine '61, 15 nel '78, vale a dire: Adria “Cattedrale”, Adria “S. Maria Assunta”, Castelguglielmo, Ceregnano, Concadirame, Corbola, Giacciano con Baruchella, Lendinara, Lusia e Cavazzana, Rasa, Rovigo “S. Apollinare”, Stienta, Villadose - S. Martino di Venezze, Villafora, Villanova del Ghebbo.

In un rinnovato contesto operativo, con l'allargamento dei limiti circoscrizionali a fronte di una crescita dimensionale, le Casse Rurali ed Artigiane, diventando Banche di Credito Cooperativo,  cominciarono a fondersi.

Le casse di Villanova del Ghebbo, Rasa e Concadirame si unirono nel 1984 nella C.R.A. dell'Adige, la quale, successivamente, unendosi nel 1993 a quella di Ceregnano, diventò la B.C.C. San Marco.

Le casse di Lendinara e Villafora si fusero tra loro nel 1993. L'anno dopo, unendosi con quella di Giacciano con Baruchella diedero vita alla B.C.C. dell'Alto Polesine.

La Cassa Rurale ed Artigiana “S. Apollinare”, dopo aver incorporato nel 1969 la cassa di Arquà Polesine e nel 1973 quella di Occhiobello, si unì nel 1994 alla cassa ferrarese di Gambulaga, divenendo la B.C.C. Delta Po Rovigo.

Nel 1997 la B.C.C. dell'Alto Polesine si fuse con la Delta Po Rovigo, dando origine alla B.C.C. Padana Orientale, la quale a sua volta nel 2003 unendosi alla San Marco originò la B.C.C. Padana Orientale S. Marco – Rovigo.

Con l’Assemblea dei Soci del 30 maggio 2009 venne approvata la variazione della denominazione sociale e nasce: RovigoBanca Credito Cooperativo.

RovigoBanca, ben radicata sul territorio, è, quindi, l’erede di oltre un secolo di tradizioni ed attività a sostegno della comunità. Una cooperativa di credito che resta punto di riferimento costante per agricoltori, artigiani, commercianti e famiglie, nel solco dei valori identitari della nostra tradizione, all'insegna di un Polesine fresco e voglioso di crescere. Nel rispetto di un credito dal volto cooperativo e vicino alla gente.

 

Le tappe fondamentali che hanno portato all'attuale configurazione della nostra Banca

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