IL SISTEMA CREDITO COOPERATIVO


Il sistema "a rete" del Credito Cooperativo

RovigoBanca è parte di un sistema che conta 364 Banche di Credito Cooperativo in Italia, con 4.414 sportelli.
La rete del Credito Cooperativo italiano – contando esclusivamente sulla propria capacità autopropulsiva - ha registrato negli ultimi anni un costante incremento delle quote di mercato, fino a rappresentare il 7,7% della raccolta da clientela ed il 7,2% degli impieghi economici.

Sotto il profilo organizzativo, il Credito Cooperativo è un sistema sussidiario e solidale che vede distinto il sistema associativo da quello imprenditoriale.
Sussidiario perché fonda la propria organizzazione sulla logica e sul principio della sussidiarietà, che pone al centro la Banca di Credito Cooperativo, al servizio della quale sono le diverse società e gli organismi di categoria, “complementi d’operatività” per la singola BCC.
Solidale perché legato da meccanismi di co-responsabilità e di cooperazione interna.

Le singole BCC sono associate in 15 Federazioni Locali che, a loro volta danno vita, a livello nazionale, a Federcasse con ruoli di coordinamento ed impulso. Federcasse aderisce alla Confederazione Cooperative Italiane (Confcooperative).
Il Credito Cooperativo si è dotato di una serie di società che forniscono prodotti e servizi alle BCC-CR. In particolare, Iccrea Holding è la Capogruppo del Gruppo Bancario Iccrea. Essa controlla Iccrea Banca (l’Istituto Centrale delle Banche di Credito Cooperativo), Iccrea BancaImpresa (ex Banca Agrileasing, la banca “corporate” del sistema), BCC Risparmio&Previdenza (ex Aureo Gestioni, la società per la gestione del risparmio del Credito Cooperativo), BCC Sistemi Informatici (ex Iside, la società di servizi informatici).

 

 

Il Credito Cooperativo Veneto
Le 29 Banche di Credito Cooperativo aderenti alla Federazione Veneta sono distribuite su tutto il territorio regionale e contano una compagine sociale di oltre 133 mila unità. I dipendenti sono 4.295. La rete di servizio per il territorio conta complessivamente 590 sportelli.

All'interno del sistema economico regionale il Credito Cooperativo veneto si conferma una realtà dinamica e vitale, fondamentale per lo sviluppo delle aziende e dell'economia del territorio.

Il Credito Cooperativo Veneto svolge da sempre un’attività di servizi finanziari finalizzati alla crescita del benessere economico delle comunità e dei singoli cittadini, offrendo prodotti e servizi moderni e innovativi, ma conservando quelle peculiarità della tradizione che lo ha sempre contraddistinto: cortesia e sincerità, fiducia e trasparenza verso Soci e clienti.

I numeri del Credito Cooperativo Italiano
Il Credito Cooperativo italiano è parte del più grande sistema della cooperazione italiana e internazionale. A livello nazionale, aderisce alla Confcooperative, associazione di rappresentanza e tutela del movimento cooperativo di ispirazione cattolica.

  ITALIA VENETO
BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO 364 29
SPORTELLI 4.414 590
SOCI 1.248.724 133.000
DIPENDENTI 36.500 4.295
RACCOLTA DA CLIENTELA 161,8 mld 20,1 mld
IMPIEGHI ECONOMICI 134 mld 18,2 mld
PATRIMONIO DI VIGILANZA 20,2 mld 2,5 mld

 

 

Il Movimento del Credito Cooperativo a livello internazionale
Nei Paesi dell’Unione Europea la cooperazione di credito è diffusa capillarmente e rappresenta, complessivamente, circa il 20% dei mercato continentale del credito (ma ci sono realtà nazionali nelle quali la quota supera il 30%), con oltre 65.000 sportelli, 780 mila dipendenti e 180 milioni di clienti. Il totale dell’attivo supera i 5,5 miliardi di euro, i depositi superano i 2,8 miliardi.

L’associazione delle Banche Cooperative Europee (EACB), che ha sede a Bruxelles, è un organismo che associa 28 sistemi di credito cooperativo nazionali, per un totale di oltre 4.000 aziende, con 50 milioni di soci. L’EACB ha il compito di raccordare le istanze delle aziende bancarie con le iniziative istituzionali assunte dall’Unione Europea.

Sotto il profilo tecnico-operativo, gli si affianca l’Unico Banking Group, fondato a Bruxelles nel 1977 dalle 8 maggiori organizzazioni europee di credito cooperativo. Scopo dell’Unico, di cui fanno parte l’ICCREA per l’Italia, il CERA belga, il Crédit Agricole, la DZ Bank tedesca, la Foreningsbanken AB svedese, la Okobank finlandese, la Rabobank e la RZB austriaca, è quello di fornire una serie di servizi integrati.

Il Credito Cooperativo italiano aderisce inoltre all’Unione Internazionale Raiffeisen (Iru), un’associazione volontaria con sede a Bonn che abbraccia diverse realtà di cooperazione di credito in tutto il mondo.

La solidità del sistema delle BCC
Quando un cliente entra nella propria BCC entra, di fatto, in un Movimento cooperativo articolato e complesso. I vantaggi dell’appartenenza alla rete si traducono anche nella presenza di una solida “rete di sicurezza” che si traduce in alcune modalità di tutela del credito.

Controlli interni: un sistema coerente ed integrativo rispetto a quello previsto dalle istruzioni di vigilanza emesse da Banca Italia.

Fondo di Garanzia dei Depositanti: costituito già dal 1997, finanziato ed utilizzato obbligatoriamente da tutte le banche appartenenti al sistema delle BCC. Va ricordato che il Fondo di Garanzia dei Depositanti ha integrato il precedente Fondo Centrale di Garanzia, che le BCC avevano (uniche banche in Italia) dal 1978, anno in cui non vi era alcun obbligo per le banche di tutelare i depositi della clientela.

Fondo di Garanzia degli Obbligazionisti: una novità assoluta per il sistema bancario italiano e che a partire dal 2005 tutela il diritto di credito degli obbligazionisti clienti delle BCC.

Fondo di Garanzia Istituzionale: un progetto in fase di messa a punto che si pone come obiettivo quello di tutelare la clientela delle 364 BCC, salvaguardando la “liquidità e la solvibilità” delle banche. Questo fondo dovrà offrire una tutela “globale” per i risparmiatori clienti delle BCC e rappresenta una tutela aggiuntiva a quella, obbligatoria per legge per tutte le banche, che limita la tutela dei depositanti alla somma di 103 mila euro.

 

(I dati riportati sono tratti dal "Bilancio Sociale 2015")

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